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GLOSSARIO SALSA

Conosciamo il significato di alcune parole comunemente usate nel
mondo latino-americano:

A

B

C

D

E

F

G

H

I

J

K

L

M

N

O

P

Q

R

S

T

U

V

W

X

Y

Z

ParolaSignificato
BABALAO Il padre della santeria.
BACHATAVariante del son cubano e del Bolero. Nasce dai contadini domenicani che diedero una ritmica cadenziosa e adattata al loro stile di ballo che era fortemente condizionato dal merengue, fu consacrata e resa famosa verso la metà degli anni ottanta dal il cantante Juan Luis Guerra.
BAMBUCO Ballo popolare colombiano, così come in altri paesi delle Antille e dell'America Centrale.
BANDAFormazione orchestrale più grande di un’orchestra, nella quale viene duplicato il numero degli strumentisti nella sezione degli ottoni o strumenti a fiato.
BANDURRIAStrumento di archi simili al liuto. Si utilizza nell'accompagnamento della musica contadina cubana. In un altro tempo, aveva tre archi, oggigiorno ne ha dodici raggruppati in due.
BANTU Persona di origine bantu, cioè congo. A Cuba si dice in forma di proverbio: "Chi non ha del Congo ha di Carabali." Musicalmente, essi utilizzano per tradizione i tre tamburi yuka. Una festa profana, celebrata dai bantu, chiamata macuta.
BARRIOQuartiere urbano caratterizzato da un denominatore comune, che può essere architettonico, topografico o sociale. In New York viene denominato Barrio l’area latina dell’East Harlem, luogo di insediamento degli immigrati portoricani. Comunque, il Barrio è sinonimo del settore dell’Est Bronx ed Est Manhattan, chiamato anche Loisaida.
BATAI tamburi Batà sono i sacri tamburi della Santeria. A questo titolo sono quindi i tamburi più importanti per la popolazione Afro-Cubana. Sono esattamente 3 Tamburi chiamati Okónkolo, u Omelé (il più piccolo) ; Itótele (di taglia mediana) ; y Iyá (il più grande). Sono formati da due membrane si suonano da entrambe i lati, con le mani nude.La parola batá significa tamburo, in Yoruba.
BEMBALabbra grosse del negro. Celia Cruz lo ha reso popolare nella canzone "Bemba Colorà" alludendo a questa caratteristica fisica e Cortijo y su Combo lo hanno immortalato nella composizione, con uguali connotazioni, composta da Bobby Capó, "El Negro Bembon".
BEMBEInsieme di balli afrocubani, consacrati agli Orishas, così come le feste cerimoniali che l'accompagnano.
BIGBANDFormazione orchestrale di grandi proporzioni, caratterizzata da un elevato numero di strumentisti nella sezione dei fiati, arrivando a comprendere dodici musicisti ai sax, alle trombe ed ai tromboni.
BILONGOIncantesimo fatto da un brujero, ed il nome di una celebre canzone dove si mischia la lingua spagnola e la lingua bantu (Kikiribú Mandinga kikiribú Mandiga...)
BINCOMETamburo abakuá. Appartiene a un insieme di tre tamburi, famoso Enkómo
BOCUTamburo di una membrana, utilizzato in Cuba, particolarmente nel Carnevale di Santiago.
BOLEROIl bolero cubano, genere musicale cantabile e ballabile, conserva pochi punti comuni col suo lontano antenato, il bolero spagnolo. Romantico, sentimentale, a volte fino all'eccesso, prende la sua ispirazione dalle opere, i romanzi cavallereschi francesi, e le canzoni napoletane. Battendo un tempo di 2/4, quello sviluppa melodie classiche e raffinate, tanto familiari agli motivi europei, conservando i testi poetici dove si mischia la nostalgia, l'incantesimo delle donne e molti amori impossibili. Amalgama di diverse influenze, questo genere si stabilisce a partire dagli anni 1880 nella regione orientale di Cuba, proposto da i cantanti di trova che gli infusero un gioco di chitarra sincopato, (el rayado). Si racconta che il primo bolero, Tristezza, fu scritto nel 1885 da José "Pepe" Sanchéz, cantante e chitarrista autodidatta. È a principio del secolo XX che il bolero arriva realmente a La Habana, dove si impone grazie hai musicisti che arrivavano da Oriente, come Sindo Garay. Nel decorso degli anni 20, il bolero, incrociato con il Son, cedette il passo a quello bolero-son, popolarissimo in quel tempo per i trii ed i sestetti, e fino ai nostri giorni conosciuto sul nome di ballata o salsa romantica. Oggigiorno, questo genere ha una vitalità che coinvolge anche i giovani interpreti che volentieri lo inseriscono nei loro dischio per far meglio apprezzare le loro qualità vocali.
BOMBAGran tamburo utilizzato in Porto Ricco. Nome di un ballo tipico portoricano ed un canto africano.
BOMBO CRIOLLOTamburo di origine europea e militare. Approssimativamente di cinquanta centimetri di diametro, con due toppe, assicurate da due cerchi, questa strumento portatile è utilizzato nei carnevali e si suona con un maglio o fusello.
BONGOCelebre percussione molto frequentemente utilizzata: i piccoli tamburi famosi bonghi sono uniti da un pezzo di legno. Per suonarlo lo si trattiene tra le ginocchia del percussionista (bongocero), e si suona seduto.
BONGOCEROSuonatore di bonghi. Nelle orchestre di salsa suona spesso anche la campana, ed allora i bonghi si alternano con questo strumento nell'esecuzione del brano.
BONKO ENCHEMIYATamburo tradizionale abakuá, di approssimativamente un metro di altezza e circa venti centimetri di diametro nella sua superficie.
BOOGALOOA metà degli anni 60, negli Usa, la musica latina era in crisi. La moda della pachanga che coinvolgeva i ballerini da alcuni anni, mostrava segni di declino dal 1965. Eseguita da grandi orchestre, la pachanga, in effetti, sembrava inadattabile ai nuovi tempi che si infiammavano al suono dei Beatles provenienti dell'Inghilterra, al twist, una derivazione del rock'n'roll, e del furioso rhythm'n'blues, a volte moderato per il soul commerciale della Motown. Lo swing delle grandi orchestre latine prendeva così una forma antica agli occhi dei giovani latini nati in New York che comunque consideravano questa musica come parte delle propie radici in cui si identificavano. Quando condividevano la loro tradizione musicale con i negri americani ciò che ne usciva era chiaramente una miscela di ritmi. È da questa fusione - musica latina, twist, rhythm'n'blues - che nacque il boogaloo. Ideale tanto per il disco quanto per la scena, questa nuova auge si esprime solitamente in inglese, e questa cosa rese possibile un grande riscontro commerciale. Dimostrato da grandi successi come I like it like that di Pete Rodriguez, sacro "re" del boogaloo. Contagiati da quasto nuovo virus, tutti i musicisti latini si infiammano per questa nuova febbre e cercarono di approfittare dei vantaggi commerciali. In generale le parole sono senza significato, ma l'impatto musicale è forte. Alcuni vedono nel boogaloo una semplice degradazione della musica latina, che è comunque un adattamento al cambiamento dell'epoca, privilegiando un suono più aggressivo e più diretto. Segni dell'epoca: una moltitudine di gruppi piccoli nascono come funghi, e la formula - più utilizzata e che più supplisce alle antiche grandi orchestre, facilitando la sua formazione e la sua espressione semplicistica, ma eficas boogaloo ed alcuni varianti, come lo shing a ling e l'afroloo, culminano nel 1967. Questo ritmo regnerà nella musica latina fino al principio degli anni 70, prima di cedere il passo alla salsa, per la quale aveva preparato il terreno: E' la salsa infatti che riuscirà ha traghettare di generazione in generazione la musica latina senza rischiare di far perdere identità al filone musicale latino america.
BOTIJASoffiando per il suo buco, si produce un suono pieno e grave. La botija anticamente rimpiazzata dal contrabbasso, principalmente nelle orchestre di son.


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