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LIBRI

I libri scelti per questa rubrica, in collaborazione con l'Associazione Caribe (asscaribe@libero.it ), hanno connessioni, dirette o indirette, con le culture e le tradizioni latine, afrocaraibiche e afroamericane. Chi desidera sottoporre libri da recensire è pregato di contattare Gian Franco Grilli: grigianfra@alice.it

CELIA CRUZ - MI VIDA - L'autobiografia
Anno: 22/10/2009
Autore: Celia Cruz, con Ana Cristina Reymundo
Editore: rueBallu edizioni

Ecco finalmente l’edizione italiana del libro scritto dalla guarachera cubana Celia Cruz con la collaborazione di Ana Cristina Reymundo e stampato per la prima volta nel 2004 da HarperCollinsPublishers.
Merito dunque alla giovane casa editrice palermitana, RueBallu, per offrire a tutti gli appassionati di musica Celia Cruz, Mi Vida (rueBallu edizioni, XXVIII+ 290 pagine, 23 foto, 25,00 €), l’autobiografia della leggendaria cantante, nata nel 1925 nel quartiere avanero di Santos Suarez e scomparsa nel 2003 negli Stati Uniti, dove dal 1960 ha trascorso il resto della sua vita in esilio come tantissimi altri connazionali.<
In queste pagine Celia narra in prima persona la sua vita, fatta di gioie e dolori, l’indomabile spirito battagliero con iniziative morali, ideali e umanitarie, lo straordinario percorso artistico premiato con tanti riconoscimenti. Ma si tratta anche di un documento che le ha permesso di fare chiarezza su tante imprecisioni ed errori sul suo conto apparsi sulla stampa nel corso degli anni. E, parlando di errori, mi spiace rilevare che l’edizione italiana ne riporta alcuni, tra refusi, sviste e concetti non interpretati correttamente. Di queste carenze (ma ci sono anche dei pregi di cui parleremo tra poco) se ne renderà conto soprattutto chi ha letto la versione in lingua spagnola (Celia, Mi vida- una autobiografia- Rayo-HarperCollins) e quanti hanno dimestichezza con la cultura cubana, i vari modi di dire, i cubanismi, il mondo della musica latinoamericana. E in particolare a coloro che conoscono più o meno bene il ventaglio degli strumenti della percussione afrocubana, balzerà agli occhi che il maestro Tito Puente non è il re dei cembali, come invece è stato tradotto, ma bensì dei “timbales”; oppure sorrideranno sulle bongas o sull'utilizzo poco appropriato in un paio di contesti del verbo spagnolo rumbear, che tra i latinos, soprattutto, significa divertirsi, far baldoria e non solo ballare (e/o suonare) la rumba. Adesso invece parliamo dei pregi dell’edizione italiana. I lettori che hanno letto con attenzione l’edizione in spagnolo e che vorranno confrontarla con quella italiana ringrazieranno invece Rue Ballu perché l’editing nostrano in diversi punti ha arricchito il lavoro dell’opera originale: infatti ora sono state corrette alcune date inesatte (la morte di John Lennon), e sono stati specificati in modo completo nome, cognome e ruolo di alcuni personaggi (due esempi: Enrique Arteaga, lo stilista...; Pupi Fernandez...) presenti nel racconto di Celia. Ci sentiamo dunque di affermare che le lacune riscontrate sono state pareggiate da questo paziente lavoro della redazione di Rue Ballu. E’ un peccato però che l’editore non abbia pensato di affidare una revisione della traduzione a un esperto cubanologo o latinamericanologo al fine di evitare imperfezioni e per mettere altresì in risalto con alcune note, a piè di pagina o in fondo al testo, il puntuale e lodevole lavoro di ricerca della casa editrice siciliana, così almeno da incassare un po’ di meriti in più dai lettori ignari della complessità del processo editoriale. Come a dire: date a Cesare quel che è …. Ma nessuno è perfetto, e inoltre sappiamo le difficoltà crescenti nell’editoria per stare sul mercato, per avere visibilità, ecc.. Quindi azzardiamo desumere che alcune sviste siano imputabili spesso (ma non sempre) alla fretta e a risicati budget a disposizione. Che vuol dire risparmiare, tagliare costi, ovvero il lavoro di correttori, ecc… e allora succede che alla fine della filiera chi deve leggere per riferire (=recensire) ai lettori non può fare a meno di dire onestamente le proprie impressioni, positive e/o negative che siano, anche se si è di fronte all’impegno davvero coraggioso di una piccola editrice come RueBallu, che ha voluto investire su un’opera di nicchia e dare senso e luce alla vita lineare di una donna molto amata nel mondo e di un’artista dotata di grande 'tumbao'. Concludendo, realisticamente e nonostante le lievi pecche, rimediabili in un’auspicabile ristampa a breve, vi suggerisco, se non l’avete già fatto, di leggere la storia dell’indimenticabile guarachera, sonera e salsera raccolta ora in questo tanto atteso volume arricchito da una acuta prefazione di Franco Battiato.

A cura di:
Gian Franco Grilli
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