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LIBRI

I libri scelti per questa rubrica, in collaborazione con l'Associazione Caribe (asscaribe@libero.it ), hanno connessioni, dirette o indirette, con le culture e le tradizioni latine, afrocaraibiche e afroamericane. Chi desidera sottoporre libri da recensire è pregato di contattare Gian Franco Grilli: grigianfra@alice.it

MALA SUERTE - Presentazione del nuovo libro di Marilù Oliva
Anno: 13/07/2012
Autore: Marilù Oliva
Editore: Elliot edizioni

Mai è stato così pericoloso ballare la salsa...

Esiste la Fortuna? Esiste il Destino? La Guerrera – da vera materialista – giura di no, anche se tutto concorre a farle credere che un dio dispettoso stia complottando contro di lei. Mala Suerte chiude la Trilogia della Guerrera cominciata con Tu la pagaràs! e proseguita con Fuego (tutti e tre editi da Elliot Edizioni), romanzi di ballo e di mistero ambientati in un’inquietante Bologna notturna, divisa tra piste da ballo festose e portici bui.
I personaggi sono quelli che si incontrano nella vita quotidiana e nelle notti di baldoria: intriganti, bacchettoni, sognatori. Poi dj bravi e dj che vanno in giro con le pedanine, ballerine esotiche dai capelli ricci che parlano metà italiano e metà spagnolo.
Viene compiuto un omicidio: la vittima è stata derubata e uccisa con una modalità inusuale al giorno d’oggi: avvelenamento da cloroformio.
L’ispettore Basilica capisce che la responsabilità è da collegarsi a una baby gang di latinos e italiani e subito coinvolge La Guerrera in questa terza avventura come consulente speciale in grado di addentrarlo nella contraddittoria comunità ispano-americana. Un nuovo omicidio si lega al primo attraverso il cloroformio e le indagini si intersecano. La Guerrera sonda negli ambienti salseri della città e si avvale della preparazione scientifica – sta completando la tesi per laurearsi in criminologia – e delle doti intuitive, nonché delle frequentazioni “speciali”, quale il cubano con cui ha intessuto una relazione. Nel frattempo prosegue la sua rincorsa spasmodica alla ricerca di un’occupazione, a dimostrazione che il precariato è stigmate profonda del nostro tempo e non spiacevole moda passeggera.
Mentre Catalina mescola i suoi tarocchi e la Commedia di Dante ritorna all’occorrenza, tra sigarette, bottiglie di rum e patatine, La Guerrera affronta la vita come è abituata: combatte in capoeira e combatte in jeans, si ostina, casca, si rialza, cerca rifiugio nei sensi, persegue un ideale personale di giustizia che cozza col mondo buio che la circonda. Turbata dalla tensione con l’ispettore Basilica – che vedrà un’inaspettata evoluzione –, deve risolvere diverse questioni, tra cui una del passato legata alla prozia che l’ha allevata in maniera anaffettiva e rigida.
La sfortuna è uno dei temi conduttori del romanzo, la Mala Suerte personificata, la sua affermazione, il suo valore cartomantico, quello scaramantico. La sua potenza ma anche la sua negazione e chissà se alla fine l’ombra che aleggia cupa si dissolverà o inghiottirà qualcuno...

Interessantissimo, nella seconda parte dei romanzi è il breviario musicale che introduce i singoli capitoli. In poche righe scoprirete le nozioni fondamentali sulla salsa e le sonorità caraibiche senza perdere il ritmo della narrazione. Una narrazione che scorre ipnotica come una rumba e di cui qui vi diamo un assaggio, la descrizione di un momento salsero:

«Decido di fare un giretto, nello scorrimento oltre i divanetti si avvistano il bordopista e la console. La sauna della salsa aumenta la temperatura. El Tigrón non chiede il cambio al Pony, vuole ubriacarsi di musica e dimenticare che la sua bella è stata uccisa. Adolfo gli aveva proposto una sera libera, ma lui ha preferito tenere la mente occupata. Le danzatrici peruviane mostrano, sciantose, le sinuosità provocate sul corpo dall’impatto col ritmo: seno, bacino e natiche modulate in una rumba totale. Ritaglio nei pensieri la poca gente della serata e la ritrovo come sempre screziata di doppisensi, letizie e malinconie. Gli appassionati, i temerari, i vanesi scissi tra la debolezza del corpo e la sfrontatezza dell’ego, quelli nondegnonessunonemmenodiun’occhiata, quelli spensierati, quelli avviliti dai tentennamenti, le coppie affiatate, le coppie che stanno scoppiando, quelle che non esistono più e quelle che non esisteranno mai se non in effimere vueltas destinate a disfarsi nell’oblio. Che incanto, questo mare rimpiazzato, quando la clave irrompe nelle orecchie e mi dispero per prosciugare in un ballo le sbavature dei giorni neri. Mi sento sempre così sola, anche qui. Allora ballo dentro e guardo gli altri ballare, se avessi un cuore certe notti lo sentirei sfracellarsi contro gli otto tempi della musica».

 

A cura di:
Comunicato stampa
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