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LIBRI

I libri scelti per questa rubrica, in collaborazione con l'Associazione Caribe (asscaribe@libero.it ), hanno connessioni, dirette o indirette, con le culture e le tradizioni latine, afrocaraibiche e afroamericane. Chi desidera sottoporre libri da recensire è pregato di contattare Gian Franco Grilli: grigianfra@alice.it

I PIRATI DEI CARAIBI - Un asse di speranza
Anno: 21/10/2009
Autore: Tariq Ali
Editore: Baldini Castoldi Dalai editore

Di storia e di politica parla l’importante saggio dell’anglopachistano Tariq Alì intitolato: I pirati dei Caraibi, un asse di speranza (Baldini Castoldi Dalai, 276 pagine:18,00 € - www.bcdeditore.it). Onde evitare confusione diciamo subito che non si affrontano temi legati alla pirateria antica, ma si indaga sui danni (o presunti tali dallo studioso) provocati dal capitalismo nei paesi dell’America Latina, un continente che da qualche anno invece, obiettivamente, si sta risvegliando (tranne alcuni paesi ancora ben allineati) e sembra aver preso la barra per dirigere il proprio cammino, con indipendenza e reagendo alle pressioni di Washington per dire basta alla logica statunitense che ha sempre considerato e trattato il territorio latinoamericano come il proprio cortile di casa. E gli artefici di questa rivolta - identificata nell’asse di speranza, come recita il sottotitolo del libro- sono i nuovi leader, quelli che l’autore lascia intendere essere i pirati moderni caraibici, ossia il team attualmente capeggiato da Hugo Chavez, protagonista del resto - assieme a Evo Morales, Rafael Correa Fernando Lugo, Raul Castro e altri – nel film di Oliver Stone, South of the border (A sud del confine), presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2009. E proprio nella città lagunare sono intervenuti il capo di stato venezuelano (presenza criticata duramente da molti leader politici e commentatori sulla nostra stampa) e lo studioso Tariq Alì, che ha lavorato alla scenografia del film. Infatti la pellicola del regista statunitense (ha diretto anche Salvador, Platoon, JFK ecc.) si è ispirata in parte al libro di controinformazione di Alì. Che è un testo maturato dai suoi numerosi viaggi nel continente sudamericano come ci ricorda nelle prime righe della pubblicazione: “Nei sei anni passati – dice Tariq – sono stato diverse volte in Venezuela e in Brasile, sono stato testimone della disintegrazione dell’economia argentina e nel 2005 ho visitato per la prima volta Cuba…Il Sud America è il continente in cui si è sviluppata dal basso un’alternativa fondamentalmente socialdemocratica al capitalismo neoliberista che contagia la politica di tutto il mondo”. Si capisce bene il suo pensiero, inequivocabile, antimperialista, dalla parte dei poveri, contro le ingerenze, le ingiustizie e i soprusi subiti dalle popolazioni del Centro e Sud America. Un autore brillante, ironico e tagliente allo stesso tempo, che parla fuori dai denti, e con grande chiarezza si pone sulla scia delle meticolose analisi politiche avviate da tempo da Galeano, il grande scrittore uruguaiano a cui l’opera di Alì è dedicata: “A Eduardo Galeano, che con la sua penna, come Bolivar con la spada, cerca di rimuovere un impero e riunire un continente”.

A cura di:
Gian Franco Grilli
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