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MUSIC CONTAMINATION

In questa rubrica scopriremo come il sound latino abbia influenzato compositori, artisti, gruppi ed esponenti di altri generi musicali nel corso della storia e come a loro volta altri generi abbiano contaminato la musica latina arricchendola di nuove sonorità.


LA DISCO IN EUROPA: DAI FRATELLI LA BIONDA ALLE ORIGINI DELL'ITALO DISCO

29/07/2011

Dopo tanto girovagare per l'Europa alla scoperta di tutte le realtà che hanno fatto grande la Discomusisc nel nostro continente, giungiamo finalmente nella nostra Italia. La nostra penisola ha sempre importato molta musica dagli altri paesi europei e soprattutto dagli Stati Uniti: artisti inglesi ed americani hanno furoreggiato nelle nostre classifiche, portandoci il rock'n' roll negli anni 50, il beat negli anni 60, il rock progressivo nei primi anni 70, ispirando la nascita e la formazione di musicisti locali, che hanno saputo rompere con la tradizione melodica, arrivando così ad un pubblico più giovane. Tutte le nuove realtà italiane, però, limitavano il loro successo all'interno dei nostri confini (con i cantanti più tradizionali che godevano di una certa popolarità nell'est europeo e in Sudamerica), principalmente per una ragione: la lingua italiana non era adatta a quel tipo di musica dai ritmi duri e molto ben scanditi. Con l'avvento della Discomusic, però, c'è stata l'inversione di tendenza: chi ha abbracciato questo nuovo genere e ha iniziato sin da subito a cantare in inglese, ha saputo modellare questo sound proveniente da oltreoceano e dal resto d'Europa, adattandolo ai nostri gusti ed arricchendolo con il nostro proverbiale tocco. In questo modo si è creato  un prodotto che finalmente si potesse esportare e che non sfigurasse di fronte ai suoi omologhi di oltreconfine, anzi! Se alla fine degli Anni 70 la Disco proveniente dall'Italia iniziava ad affacciarsi con discreto successo sullo scenario europeo, nel decennio successivo la cosiddetta "Italo Disco" detterà legge in tutta Europa di pari passo con la Rock Dance proveniente dall'Inghilterra.
Nella puntata di oggi andremo proprio a scoprire le origini della Discomusic in Italia e faremo conoscenza dei due artisti che più di ogni altri hanno contribuito a diffonderla e ad internazionalizzarla, i fratelli La Bionda.



I cantanti italiani scoprono la Disco . La Discomusic delle origini in Italia si può dividere in due categorie: quella creata appositamente come genere per essere ballata in discoteca, nata nel 1977,di cui parleremo più avanti, e quella abbracciata da alcuni artisti già affermati che decidono di arrangiare sporadicamente qualche loro brano con le nuove ritmiche e sonorità.. Partiamo proprio da questa seconda tipologia di  brani, in alcuni casi diventati veri e propri classici della musica leggera italiana. La prima canzone Disco ad affacciarsi nel nostro panorama musicale risale al 1975: si intitola Nessuno mai e la canta Marcella Bella; ritmi funky, archi e qualche giro di tastiera elettronica ne accompagnano il cantato, alternandosi a parti più melodiche. E' sempre Marcella ad insistere con il nuovo genere l'anno successivo, riproponendo in chiave disco un classico di Domenico Modugno, Resta cu'mme, con alle spalle un'orchestrazione ed una ritmica tali che sembra essere accompagnata dalla Mfsb Orchestra in persona. Sempre nel 1976, Lucio Battisti, di ritorno da un lungo viaggio negli Stati Uniti, assorbe le novità musicali provenienti da oltreoceano e le trascrive nel suo album intitolato La batteria, il contrabbasso, eccetera, da cui fa uscire un singolo con spiccate caratteristiche Disco dal titolo Ancora tu. Battisti dal punto di vista musicale è sempre stato un innovatore ed è considerato il modernizzatore della canzone italiana, quindi anche in questo pezzo dà un'interpretazione molto personale della Disco: sono assenti archi e fiati, ma la ritmica è sostenuta da un potente giro di basso , mentre la parte melodica è affidata alle tastiere. Due anni dopo pubblica un altro 45 giri con forti influenze Disco, Una donna per amico, in cui dà molto spazio ai sintetizzatori, senza però penalizzare la parte melodica; notevole anche il lato b, Nessun dolore, con maggior risalto ai riff di basso.



Nel 1977, l'anno del boom della Disco in Italia,  troviamo un ragazzo che fino ad allora si era distinto come ballerino, interprete di musical, attore nella versione cinematografica dell'Orfeo 9, e che da poco ha intrapreso anche la carriera di cantautore, distinguendosi per la sua trasgressività e per il suo look eccentrico: stiamo parlando naturalmente di Renato Zero, il quale pubblica Zerofobia, il suo primo album ad ottenere un grande riscontro di vendite; il singolo che ne è tratto, Mi vendo, presenta tutte le caratteristiche della Discomusic d'oltreoceano e, visto che è la Disco di matrice "tsop" a far tendenza, la lingua italiana non stona affatto in un contesto in cui la melodia ha pari importanza a quella del ritmo. Naturalmente il discorso musicale di Renato Zero va oltre al genere ballabile, ma, nell'identità artistica che ha costruito per il suo personaggio, c'è ancora spazio l'anno successivo per un altro brano con ritmiche tipicamente Disco e con un testo quanto mai dissacrante, data l'epoca; è così che nasce Triangolo, diventato uno dei suoi cavalli di battaglia che non mancano mai nei suoi concerti.
Sempre nel 1977 un altro cantautore italiano, che ha iniziato con il rock progressivo, per poi passare al genere tradizionale melodico, è alla ricerca della propria identità, e pare averla trovata con un album in cui il brano di punta è una canzone in stile Disco dagli arrangiamenti molto raffinati, impreziosita inoltre dalla presenza di musicisti americani che di lì a poco diventeranno famosi formando la band dei Toto: lui è Alan Sorrenti, la canzone è Figli delle stelle, che darà il via ad un triennio di grandi successi per l'artista napoletano, tra i quali Tu sei l'unica donna per me, di cui esiste anche una versione in lingua inglese.



Con Resta cu mme Marcella aveva dato il via alla rielaborazione in chiave Disco di cover italiane. Nel 1978 viene prodotta quella che sicuramente ha fatto più successo nel mondo. A cantarla e a riarrangiarla è lo stesso autore della versione originale, ovvero Tony Renis, che da qualche anno vive negli States: laggiù i suoi amici americani gli propongono di trasformare il suo più grande successo, Quando quando quando, in un brano Disco; lui non se lo fa ripetere due volte: inserisce le ritmiche e gli archi in stile Philly Sound, aggiunge un trascinante assolo di percussioni latine, traduce il testo in inglese e lo canta in stile Bee Gees, cambiandone il titolo in Disco Quando. Nel giro di poco tempo riguadagna un'enorme popolarità, diventa amico di Stevie Wonder, Frank Sinatra e Quincy Jones e inizia anche la sua attività di produttore, portando al successo qualche anno dopo la cantante bambina Nikka Costa. Seguendo questa tendenza, ci prova nel 1979 anche Bobby Solo, con una riedizione di Una lacrima sul viso , che ricorda molto nell'arrangiamento un'altra cover in versione disco che ha sicuramente avuto miglior fortuna, La vie en rose interpretata da Grace Jones.
Un altro cantante molto sensibile alle novità è sicuramente Adriano Celentano: nel 1977 dedica un intero album di sei tracce alla Discomusic, cantato in inglese ed intitolato Tecadisk. Dal punto di vista musicale si tratta sicuramente di un prodotto di qualità, purtroppo però manca il brano trainante e non ottiene il successo sperato.

     

I fratelli La Bionda internazionalizzano la Discomusic italiana. Carmelo e Michelangelo La Bionda sono due fratelli siciliani che vivono a Milano e che dall'inizio degli anni 70 entrano nel mondo della musica come autori e compositori per altri artisti: in questa veste collaborano con i più grandi esponenti della musica leggera italiana, tra cui i Ricchi e Poveri, Fabrizio De Andrè, Mia Martini (Michelangelo è coautore insieme a Bruno Lauzi di Piccolo Uomo); in un secondo momento si mettono in proprio e si producono due album acustici, che pur non avendo grande successo, mettono in risalto la loro poliedricità. Nella seconda metà degli anni 70 vengono attratti dalla Discomusic proveniente dagli States e decidono che quella sarà la loro strada; si trasferiscono a Monaco di Baviera, epicentro del nuovo genere grazie a Giorgio Moroder, si creano una nuova identità musicale e danno vita al loro nuovo progetto. Seguendo l'esempio di Barry White, che in alcuni lavori si firmava in prima persona, in altri usava il nome della Love Unlimited Orchestra, i due fratelli iniziano a produrre Discomusic con lo pseudonimo di D.D.Sound (dove la doppia "d" sta per Disco Delivery, che tradotto in italiano sarebbe " Il suono per abbandonarsi alla Disco"). Il singolo d'esordio risale al 1977 e si intitola Disco Bass, un brano in cui sezione fiati, archi, percussioni e cori femminili si amalgamano con grande equilibrio; il successo di questa canzone arriva prima all'estero che in Italia: da noi  diventa popolare quando verrà scelta come sigla della prima edizione a colori della Domenica Sportiva. Il pubblico italiano sembra però preferire l'altro loro singolo, 1-2-3-4 Gimme some more, che si caratterizza per la presenza di un'armonica a bocca, strumento assai insolito per questo genere. L'anno successivo si confermano con un nuovo album, da cui sono tratte altre due hit, la latineggiante Cafè, ricca di rimandi al samba e alle percussioni sudamericane, e She's not a disco lady, che fonde le ritmiche latine con i nuovi effetti elettronici dei sintetizzatori. L'ultimo album esce nel 1979, e porta il titolo dell'omonimo singolo, The Hootchie Cootchie, che a livello di vendite è anche il loro ultimo successo.

      

Dal 1978,  poi, i fratelli La Bionda iniziano a pubblicare anche album Disco con il loro vero nome, parallelamente agli album che escono come D.D.Sound. Il primo di questi 33 giri, che si intitola proprio La Bionda, fa subito centro con il singolo One for you, One for me; già da qui si può capire la diversità di questo progetto rispetto a quelli firmati D.D.Sound: il primo album targato La Bionda si discosta maggiormente dalla Discomusic tradizionale e si avvicina di più alle nuove sperimentazioni, con una più forte presenza di tastiere e sintetizzatori; il desiderio di personalizzare di più il proprio stile lo si nota in altri brani dell'album, come Sandstorm o la ballad There for me, ripresa negli anni successivi da altri grandi artisti, tra cui Sarah Brightman e Patty Pravo. Nel 1979 è la volta di Bandido, altra canzone latineggiante che come stile strizza l'occhio ai Santa Esmeralda, innestando anche robuste dosi di cha cha cha, cui fa seguito un altro grande singolo di successo, quale Baby make love, in cui spicca uno stile più personalizzato. Il decennio si chiude con l'ultimo dei loro grandi successi, Wanna be your lover, brano innovativo e che molto si discosta dalle loro precedenti produzioni, basato interamente sul sound dei sintetizzatori e sugli effetti della voce, sono praticamente sparite le tracce della Disco tradizionale.



Negli anni 80 Carmelo e Michelangelo La Bionda si dedicano a comporre, produrre e ad editare musica. Iniziano le loro collaborazioni con Sergio Corbucci per scrivere le colonne sonore di alcuni film e diventano autori di celeberrimi jingle pubblicitari, su tutti quello di Sorrisi is Magic, cantato da Luca Jurman e usato ancora oggi come sigla per la notte dei Telegatti (i premi per la tv). Come produttori lanciano il duo dei Righeira, per i quali scrivono negli anni 80 Vamos a la playa, No tengo dinero e L'estate sta finendo (ne parleremo in  modo più dettagliato nella futura puntata dedicata alla Italo Disco degli anni 80).
Sempre in questo periodo aprono a Milano i Logic Studios, dove sono passati per registrare artisti del calibro di Ray Charles, Robert Palmer, Paul Young, Laura Pausini, Rihanna, i Pooh, Nek, Alessandra Amoroso, e dove i Depeche Mode hanno registrato il loro album capolavoro, Violator, nel 1991.
I primi esponenti della Disco italiana. Contemporaneamente e dopo i fratelli La Bionda, cominciano a sorgere molte altre realtà italiane che si dedicano alla Discomusic; a differenza dei cantanti già affermati, che abbiamo avuto modo di vedere poc'anzi, tutti questi nuovi esponenti hanno deciso di produrre canzoni destinate sin da subito alle discoteche e in alcuni casi a cantarle in inglese, sia per scelta artistica, sia per allargare le possibilità di successo anche all'estero. Grazie alla sua potente voce soul, il primo di questi ad ottenere grandi consensi anche al di là dei nostri confini è il cantante romano Giampiero Scalamogna, noto negli ambienti della capitale già dalla seconda metà degli anni 60, quando si esibiva al Piper interpretando i classici del soul e del Rythm & Blues; con l'avvento della Discomusic forma un gruppo con le cantanti e ballerine Melissa Chimenti e Marcella Petrelli, dandogli il nome di Gepy & Gepy (la ripetizione del suo diminutivo era dovuta alla sua stazza extralarge). Tra le hit di questo gruppo la più famosa rimane Body to body, in cui si può notare, sia nella musica che nel cantato, che il modello cui Gepy si ispira è sicuramente Barry White.



Dopo aver fatto parte dei Circus 2000, gruppo proveniente da Torino, che è passato dal beat al rock progressivo, Silvana Aliotta forma nel 1976 un gruppo femminile di Discomusic e lo chiama Le Streghe. Il loro produttore è Shel Shapiro e grazie alla partecipazione ad alcune trasmissioni televisive molto popolari si fanno conoscere dal grande pubblico. Tra i loro successi Don don baby, Ballerino e Cosa mi succederà (cover di You keep me hangin'on delle Supremes).
Di maggior dimensione internazionale, poi, troviamo la Peter Jacques Band, fondata dal franco-americano Jacues Fred Petrus e dal musicista e produttore italiano Mauro Malavasi: la loro Disco è ricca di sonorità latine e contiene l'allegria esplosiva tipica del Miami Sound: Walking on Music e Is it it? i due loro 45 giri più gettonati.
Da Bologna il cantante e bassista inglese Alan Taylor, che da anni vive in Italia, fonda  nel 1978 il gruppo dei Barbados Climax, proponendo una Discomusic dai forti influssi latinoamericani; il loro singolo d'esordio, California Usa, in cui Taylor suona la chitarra solista ed in cui spiccano ritmiche e percussioni latine, diventa subito una hit. Dopo qualche altro singolo Taylor abbandona la carriera di cantante ed intraprende quella di produttore, contribuendo al lancio di Vasco Rossi.



Di stampo più elettronico, invece, la Disco degli Easy Going, gruppo creato da Claudio Simonetti (ex fondatore e membro dei Goblin, autori di alcune delle più belle colonne sonore dei film di Dario Argento), che prende il nome di un noto locale gay di Roma. Il loro album d'esordio del 1978 contiene solo quattro canzoni, tra le quali spicca Baby I love you, molto apprezzata anche all'estero. L'anno successivo gli Easy Going si ripetono con un altro successo dal titolo Fear, in cui le percussioni latine del lavoro precedente lasciano ulteriormente il posto ad altre sonorità elettroniche. 
Si forma nel 1979 anche il gruppo dei Passengers, i cui membri sono Gesualdo "Kim" Arena, Chuck Rolando, Elwanda Contreras e Mary Shay Collen. Il loro primo singolo, He's speedy like Gonzales, è subito un grande successo e dà il via ad una carriera che prosegue fino alla prima metà degli Anni 80.

        

Le nuove etichette e la nuova trasmissione televisiva. Con l'arrivo della Discomusic in Italia e con la nascita ed il proliferare di nuovi artisti, cominciano a nascere anche le etichette specializzate. Si va dalla Baby Records dei D.D.Sound, alla Discotto, alla Radio Records, dalla Panarecord, fondata da Sergio De Gennaro, alla sua sottoetichetta dedicata alla Disco, la F1 Team.



Come sempre la televisione ha il suo ruolo nel divulgare il nuovo genere e in questo caso caso chi ha la lungimiranza di intuire il potenziale della Disco in tv è ancora una volta Gianni Boncompagni, già dj radiofonico e autore di molte trasmissioni di rottura con la tradizione per la radio, su tutte Alto Gradimento, condotto in coppia con Renzo Arbore. Nel 1977 è autore nonché presentatore della prima edizione di Discoring, un programma musicale che va in onda la domenica pomeriggio all'interno del contenitore Domenica in: vengono presentate le classifiche dei 45 e dei 33 giri più venduti, ma soprattutto vengono fatti conoscere, accanto ai big della musica, tutti quei nuovi artisti che hanno dato il via al fenomeno Discomusic in Italia. La trasmissione ha un grande successo e il suo format prosegue praticamente invariato fino al 1989, tra i suoi conduttori più celebri andranno ricordati Awana Gana, Claudio Cecchetto e Carlo Conti. Famosissima anche la sigla di una delle primissime edizioni, composta da Paolo Ormi e registrata col nome di Bus Connection; si intitola Guapa e viene ricordata sia per la bellezza della ragazza che la balla, Gloria Piedimonte, sia per i parlati di Boncompagni stesso.

Mauro Gresolmi, Francisco Rojos

A cura di:
Mauro Gresolmi, Francisco Rojos
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