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PROFESSIONE DJ

Come Diventare DJ (Parte III)

20/03/2009

Nel precedente articolo ci eravamo preposti l’obbiettivo di individuare le caratteristiche tecniche e caratteriali indispensabili per intraprendere questa professione. Abbiamo cercato di analizzare alcuni aspetti fondamentali che sono determinanti per chi decide di svolgere questo lavoro. Dopo alcune nozioni dedicate alla tecnica, credo sia importante capire come avvengono le scelte musicali durante una serata.
Cancelliamo dalla mente una parola fin troppo ricorrente, ma usata in maniera impropria. La “Scaletta di programmazione”.

Non esiste e non bisognerebbe mai lavorare con una scaletta di brani predefiniti, in quanto ogni serata ha una sua identità e va creata assolutamente al momento. Importante è interpretare e sentire l’energia presente in pista e agire di conseguenza. L’unica cosa predefinita nella programmazione musicale di un DJ è un grafico virtuale che bisogna sempre tener presente per evitare di creare serate piatte e senza identità. Il grafico di cui sto parlando è costruito su 2 fattori: Orario e carica dinamica della musica. L’orario in quanto è in base alla durata di una serata che si decide dove piazzare le varie fasi musicali. Dinamicità musicale in quanto individuati i punti di ogni fase musicale bisogna capire che musica proporre per ottenere il risultato desiderato. Una serata inizia sempre con una fase d’introduzione che deve essere soft ma accattivante visto che è proprio in questa fase che i primi ballerini scendono in pista, il nostro grafico quindi parte dal punto zero e comincia a salire. Il locale comincia a riempirsi e anche la musica cresce sia di livello dinamico che di volume. Terminata la fase di introduzione se bene avremo interpretato i gusti dei ballerini la pista sarà piena e pronta per l’inizio vero e proprio della serata. L’inizio è molto importante in quanto come dice il proverbio, “chi ben comincia …..” consiglio di utilizzare una sigla riconoscibile e carica in quanto determina la partenza della fase 2 in cui il nostro grafico ha una impennata verticale e ci porta a trasmettere il massimo della energia, è quindi il momento dove il ballerino già riscaldato dalla nostra introduzione da il massimo e comincia a “sudare”. Ci avviciniamo ora alla 3 fase rappresentata da un momento di rilascio dove il ballerino può rifiatare (se siete un DJ di latino è arrivato il momento di suonare le vostre migliori bachate) la pista resta piena ma il ritmo è decisamente più tranquillo, questa situazione ricarica di energia chi tanto a ballato sino a quel momento. Terminato il momento soft si ricomincia a salire ma in maniera meno repentina sino a raggiungere l’ennesima fase di recupero da parte di chi balla quindi il nostro grafico scende per l’ennesima volta. A questo punto entriamo nella fase finale della serata dove la gente tendenzialmente comincia lentamente ad abbandonare il locale per concludere la serata. E’ quindi in questa fase che dobbiamo giocare i nostri jolly proponendo musica che coinvolge e cattura il pubblico cercando di tenere la pista il più a lungo possibile (terminare una serata con la pista completamente vuota è sinonimo di gravi errori nelle scelte musicali), di solito in questa fase si rispolverano vecchi e successi facendo attenzione a non proporre sempre i soliti brani che suonati ripetutamente non otterrebbero più la reazione sperata.
Alla fine di ogni serata è importante analizzare attentamente tutte le fasi che abbiamo proposto al fine di intravedere errori o parti che non hanno avuto il riscontro che ci aspettavamo. Una buona analisi è sicuramente costruttiva in quanto ci permette di non perseverare su errori che hanno limitato la nostra performance professionale.
E’ importante durante una serata osservare attentamente l’espressione dei ballerini in pista, dobbiamo riuscire a capire se chi balla subisce le nostre scelte musicali oppure le condivide in pieno. Se ci capiterà di incrociare sguardi allegri e appassionati e magari qualcuno che canticchia i brani che stiamo proponendo siamo sicuramente sulla strada giusta. Se invece quello che intravediamo sono espressioni passive e annoiate stiamo decisamente sbagliando repertorio. Una affinata ricezione emotiva del pubblico può aiutarci a correggere in tempo una cattiva interpretazione della serata anticipando quello che poi potrebbe trasformarsi in una perdita si sintonia tra i ballerini ed il DJ trasformando la nostra pista da ballo in un territorio ostile. Ricordiamoci sempre che solitamente i DJ sono musicalmente un passo avanti rispetto al pubblico perché per primi ascoltano le novità discografiche quindi a volte quello che per noi comincia ad avere un sapore antico è ancora di alto gradimento per la maggior parte del pubblico. Non abbiate paura di accontentare le richieste (se fatte da persone che dimostrano intelligenza e rispetto per il nostro ruolo). Se le richieste diventano eccessive o siamo capitati in un brutto ambiente oppure stiamo sbagliando qualcosa.
Spero che gli argomenti analizzati questo mese siano stati di vostro interesse. Vi ricordo come sempre che è possibile interagire con questa rubrica inviando una email a francisco@salsa.it

A cura di:
Francisco Rojos
In collaborazione con:  Redazione Salsa.it
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