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PROFESSIONE DJ

Come Diventare DJ (Parte IV)

22/06/2009

Ben tornati tra le pagine di questa rivista. Sono oramai alcuni mesi che “El Salserito” diverte, incuriosisce ma soprattutto trova un ottimo riscontro tra le persone che amano la musica e la cultura latinoamericana. Questo mese abbiamo deciso di regalarci una pausa dagli argomenti tecnici che solitamente formano il contenuto di questa rubrica per cominciare a rispondere ad alcuni lettori che ci hanno scritto sottoponendoci alcuni interrogativi.
Un argomento che sembra di assoluto interesse è una diatriba che si è formata tra gli appassionati di balli caraibici che, durante le serate latine vivono in maniera diversa e, a volte contrastante, il mondo in cui i DJ si propongono al loro pubblico.

Il centro della discussione è particolarmente imperniato sulla tecnica di mixaggio. Mixare o non mixare? Questo sembra essere il problema. Sinceramente questo un pochino mi fa sorridere in quanto personalmente non mi sento integrato in una filosofia di lavoro standardizzata ma, cerco di vivere la mia professionalità applicata alla musica e alle tendenze del momento. Premetto che i concetti che esprimerò in queste righe sono semplicemente il mio punto di vista, privo di intenti plagiatori nei confronti di chi ha convinzioni diverse o diametralmente opposte alle mie. La mia convinzione è che questa professione sia basata principalmente sulla emotività del pubblico, quindi proprio per questo motivo ritengo che non dovrebbero esserci prese di posizione ne in un modo ne nell’altro. Il mixaggio è assolutamente indispensabile in alcuni cambi ma può essere completamente fuori luogo in altri. Quindi la risposta corretta a questo quesito credo che si trovi esattamente nel mezzo. Mixare SI!! Assolutamente, ma solo quando questa tecnica sposa naturalmente la musica che si sta proponendo. Per rendere questo concetto chiaro e inequivocabile farò alcuni piccoli esempi.

Per buona parte degli anni 90 il genere latino predominante era la salsa romantica, esistevano già ottimi lettori in grado di modificare ritmica o campionare drum loops per ottimi mixaggi, ma questi strumenti venivano utilizzati pochissimo in quanto la musica non richiedeva cambi tecnici. Le cose ultimamente sono un pochino cambiate, la musica ha avuto una evoluzione naturale seguita all’unisono dal ballo. La salsa ha sposato il filone pop arricchendosi di sonorità e ritmiche che dieci anni fa sarebbero sembrate dissacranti. I ballerini di pari passo hanno implementato le loro capacità tecniche di espressione, sono nati e cresciuti nuovi e innovativi stili di ballo come il L.A. Style che ha creato nuovi orizzonti al modo di ballare salsa, ci rendiamo conto di questo se lo raffrontiamo all’eleganza del Portorican Style o alla sensualità dello stile Venezuelano che per anni sono stati assieme allo stile cubano le basi di chi ballava salsa. I ballerini non si sono fermati agli antipodi, lo dimostra il fatto che oggi in Italia esistono artisti che si sono esibiti in tutto il mondo rappresentando il nostro paese a livelli altissimi. L’evoluzione nel ballo è stata una diretta conseguenza di quello che potremmo considerare un grande fenomeno mondiale in evoluzione, “la Salsa”.

Credo quindi che non ci si debba stupire di trovare dietro consolle prestigiose DJ che interpretando al meglio la loro professione cercano di evolversi di pari passo con il resto dell’ambiente. Purtroppo il più delle volte ciò che è innovativo viene guardato con diffidenza, si recepisce quasi una fobia mistica che cerca di conservare da contaminazioni innovative un ambiente che rischierebbe di diventare antico e privo di sbocchi. Razionalità e intelligenza da parte di chi propone ma anche da parte di chi recepisce sono la formula vincente per far crescere ulteriormente il nostro ambiente latino.

Non dimentichiamo in fine che in questa interminabile diatriba esistono anche personaggi che prendono posizioni radicali e ben determinate dettate solo ed unicamente da limiti tecnici e artistici che non gli permettono di proporsi in maniera versatile e moderna.
Il ruolo dei DJ ha finalmente conquistato anche nell’ambiente latino un ruolo attivo e determinate. Orecchio musicale e predisposizione naturale nel selezionare la musica da programmare durante la serata sono caratteristiche che oggi molti musicisti e produttori ricercano per testare e migliorare le produzioni discografiche. I remix sono entrati a far parte del palinsesto latino regalando freschezza e vitalità a canzoni che a volte non avevano tutti gli ingredienti per emergere e diventare hit di alto gradimento.
A seguito di queste considerazioni permettetemi di sostenere che non è concepibile immaginare che in questa professione ci siano DJ che si limitano a schiacciare un bottone senza dare personalità e creatività al proprio ruolo.

Spero che molti di voi condividano le argomentazioni che ho cercato di esprimervi su questo argomento. Ricordandovi come sempre che è possibile interagire con questa rubrica scrivendo alla casella francisco@salsa.it vi do appuntamento al prossimo articolo.

A cura di:
Francisco Rojos
In collaborazione con:  Redazione Salsa.it
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