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RITMI LATINI



APPUNTI DI… MUSICA GUAJIRA. Le mille lingue del punto

07/06/2007

Appunti di…musica guajira. Le mille lingue del punto
di Gian Franco Grilli

La diffusione di questi appunti, che raccontano frammenti storici, culturali e esperienze dirette fatte sul campo, ha lo scopo di offrire materiali per conoscere meglio le origini della musica latinoamericana, i denominatori comuni esistenti tra varie tradizioni e, se possibile, contribuire a sistemare i tasselli dell’albero genealogico da cui deriva anche la salsa

Poesia popolare, melodia e ritmo si fondono in modo magistrale nel punto cubano: l’arte che colora la cultura campesina

Parlando di parranda negli appunti dell’1 giugno (www.salsa.it/ritmi_latini.aspx?lnrid=24) avevo fatto cenno alle lingue del Punto cubano, che non abbiamo toccato. Argomento che ora diventa centrale nell’accompagnarci alla conclusione del viaggio dentro la musica guajira e che presentiamo attraverso gli elementi costitutivi e le principali varianti presenti ancora oggi nell’isola di Cuba, glissando le radici più antiche che ci condurrebbero persino a musicisti italiani e tralasciando gli stili derivati dal punto che hanno arricchito la canzone e i ritmi cubani.
Il punto cubano o punto guajiro è forse il primo genere musicale nel processo di formazione della nazionalità cubana. Il punto è l’insieme di tonada (periodo musicale) e di testo cantato in forma di décima (dieci versi ottonari) e rappresenta il fulcro del repentismo cubano, l’arte musicata dei poeti improvvisatori.
La manifestazione che oggi conosciamo come punto cubano, genere musicale di origini spagnole, accompagnato da strumenti a corda e a percussione, arrivò in suolo cubano con i primi colonizzatori insediandosi negli ambiti urbani. Cominciò a distaccarsi dal modello originale man mano che i nuclei urbani si differenziavano nettamente dalla campagna dove prendeva forma il mondo guajiro, incentrato sulle grandi coltivazioni, da cui nacquero le varie espressioni culturali che troviamo ancora oggi presenti nella musica campesina.
Dobbiamo tenere presente che in quell’epoca le manifestazioni artistiche delle classi più umili non venivano considerate o erano appena citate. Per questo non esiste materiale concreto di musiche e balli cui far riferimento per stabilire con esattezza l’origine e lo sviluppo di quelle forme artistiche. Una sorte in parte toccata anche alla décima che a Cuba era un modulo dominato dai poeti colti. “E’ solo nel XVIII secolo – afferma la musicologa Maria Teresa Linares - che il poeta popolare ricorre alla strofa della decima” per raccontare fatti e cronache con l’ausilio delle note. E così entra nei campi e si adatterà nel corso del tempo.
 
Mi piace evidenziare alcune similitudini tra la cultura contadina cubana e quella italiana: troviamo le decime stampate in libretti per il pubblico cubano, così come erano prodotti dei fogli volanti o i canzonieri dai cantastorie italiani fino all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso.
Solitamente si pensa al punto guajiro come a uno stile povero, di minoranze. E invece il punto guajiro ha raggiunto, in passato, livelli di popolarità sbalorditivi. La sua epoca d’oro si manifestò dal 1943 al 1945, quando era richiestissimo nelle più svariate forme di comunicazione: ad esempio, marche importanti di prodotti di largo consumo sponsorizzavano programmi radiofonici di canto guajiro. Sempre attraverso il contributo di sponsor commerciali si organizzavano concorsi per decretare il Principe del Punto Cubano o il Principe del Laúd. Inoltre il punto guajiro era una delle forme musicali prescelte nell’ambito dei concorsi di bellezza. A seguito di questa notorietà furono moltissimi gli artisti che adattarono il punto guajiro alla musica ballabile di moda in quegli anni.

Gli strumenti musicali del Punto
Nel punto cubano è il laúd lo strumento che svolge il ruolo principale, che primeggia e condivide la scena con i due cantanti improvvisatori nelle controversie, animatissime discussioni in rima su un tema. In questa gara il cordofono incalza e ascolta le due voci, realizza arpeggi o linee melodiche in forma di controcanto che servono come base d’appoggio al cantante.
In generale il formato strumentale varia da una regione all’altra. Nella zona occidentale del paese – quella dove predomina lo stilo del punto libre (libero) - il formato tipico prevede laúd, chitarra, tres, claves, maracas, tumbadora e güiro. Dove invece predomina lo stile del punto fijo (fisso), le regioni centrali di Cuba, viene eliminato il laúd, mentre restano gli altri strumenti impiegati nel punto libre e se ne possono aggiungere di nuovi, caratteristici per quella zona.
 

Gli stili del Punto

Gli stili principali del punto sono il punto libre, il punto fijo e il punto espirituano. Prima di descrivere i vari stili, anche se ne no parlato in altra occasione, mi preme ricordare che nel fenomeno del punto (soprattutto in quello libre) il décimista è la figura fondamentale per la controversia improvvisata: si cantano i versi partendo dall’ultimo verso dell’avversario.
Punto libre (libero) o punto pinareño o punto vueltabajero, allude alle regioni dove è più diffuso. Nella regione occidentale (Pinar del Río, La Habana, Matanzas) è sovrano il punto libre, che si chiama così perché il cantante sceglie una melodia a piacere, si muove con libertà facendo svolazzi vocali e non è sottoposto rigidamente a un ritmo regolare. L’accompagnamento ritmico segue la metrica del parlato o cantato. Infatti gli strumenti a corda svolgono introduzioni, interludi tra le parti della tonada, qua e là marcano con ‘arpeggi’ o inseguono il cantante con accordi. Quando la strofa si ferma, la parte strumentale riprende a suonare a ‘tempo giusto’, ovvero in tre quarti; mentre il cantante elabora cerebralmente il nuovo testo da proporre.
Punto fijo (fisso), o en clave o camagueyano. E’ lo stile maggiormente usato nelle zone centrali del paese. Qui il testo da cantare si muove dentro misure precise, il poeta è condizionato dalla musica, da una sorta di basso ostinato degli strumenti che accompagnano. Quindi fijo (fisso) nel senso che il canto si attiene a una metrica regolare e costante. Nell’accompagnamento strumentale le claves rappresentano un basilare punto di riferimento.
Punto espirituano, è una variante rispetto a quello fijo. Viene eseguito nella zona di Sancti Spiritus ed è caratterizzato da due voci che cantano parti studiate, eliminando l’improvvisazione.
Tra le varie forme di punto, oltre al punto cruzado e altre varianti, dobbiamo ricordare la seguidilla cubana, pochissimo usata ma che esiste ancora e consiste nel cantare senza interruzione diverse decime, definite incatenate. E su questa forma Joseíto Fernandez intonava i suoi racconti melodiosi, come la mitica Guajira Guantanamera.
E infine citiamo anche las parrandas, con caratteristiche comuni con il punto fijo e punto libre ma che si differenzia soprattutto nella parte strumentale che accompagna il cantante. Gli strumenti che fanno la differenza sono marimbula, pailas, machete, violino. E, a volte, un bongo ‘ancestrale’, privo di tiranti per l’accordatura, con pelle inchiodata, “tirata” col fuoco e che ricorda l’antecedente bantu.

 

Brevi note tra décima, satira e artisti del punto cubano

Nei testi della decima sono presenti, oltre alle tematiche politico-sociali, scherzi, metafore, doppi sensi, suoni onomatopeici che imitano animali o un ‘gago’ (balbuziente). In questo ambito, il più grande maestro di decima satirica, di poesia allegra, è stato Chanito Isidrón(1903-1987): nessuno ha saputo fare umorismo meglio di lui, mescolando intelligenza, fantasia e libertà di pensiero. Abile e rapidissimo nell’improvvisare versi eleganti e doppisensi mai volgari. Per i forti contenuti satirici ricorda in un certo senso le “mattane” del rimatore fiorentino Niccolò Povero, coetaneo di Giovanni Boccaccio (1313-1375), le divertenti “poesie alla rovescia” di Baldassarre di Fossombrone o i fatti strampalati dei cantastorie padani del dopoguerra. Insomma un “maestro dello scherzo serio” come lo definiva l’autorevolissima musicologa Linares.
 

Dai Cayos alle zone rurali
Se trascorrerete una vacanza in uno dei vari Cayos che fiancheggiano le zone centrali di Cuba, eccovi qualche consiglio da tenere presente.
Se siete a Cayo Coco o a Cayo Guillermo chiedete ai musicisti locali che suonano negli alberghi di darvi indicazioni sui vari gruppi che praticano il punto guajiro o dove si tengono parrandas. Se udite i nomi Conjunto de Parranda “El mamonal”, Parranda Guajira, Conjunto campesino Campo Lindo, non perdeteveli: qui passerà in rassegna la cultura campesina, con scene che riportano la nostra mente, per un attimo, alle fasi della colonizzazione e ai primi ‘protagonisti’ (ora scomparsi) di queste feste: tiple (chitarrina), bandurria (liuto) e zapateo (ballo). E l’allegria è garantita da esecuzioni di punto cubano, ma anche di guajira criolla, son campesino ecc. Un vero spettacolo che, forse, vi chiarirà meglio quello ho cercato di descrivere in questo percorso sulla musica guajira. Musica che negli ultimi anni non è proposta solo dai tradizionali formati per musica campesina, ma da orchestre simili al Conjunto Campo Alegre per evidente motivi commerciali.

E per finire…
Tra i vari festival a tema, segnalo le famose Jornadas Cucalambeanas (in memoria del poeta ottocentesco Juan Cristobal Nápoles Fajardo, el Cucalambé) nella città di Las Tunas: un appuntamento che riunisce ogni anno poeti e strumentisti da ogni parte dell’isola.
Nella capitale cubana invece suggerisco una visita al Museo Nazionale della Musica (calle Capdevila 1) dove ammirare gli strumenti del Punto e tutti gli altri della cultura afrocubana. Se volete saperne di più, sempre all’Avana ci sono la Fondazione Fernando Ortíz (calle 27, n.160 – Vedado) e il Centro Iberoamericano della Decima e Versi Improvvisati. Inoltre, le numerose Case della Cultura sparse su tutto il territorio nazionale potranno segnalarvi i luoghi dove ascoltare spettacoli di punto guajiro.
In generale su questo fenomeno, molte altre notizie andrebbero fornite, molti altri nomi eccellenti che hanno fatto la storia del Punto cubano avrei dovuto segnalarvi, ma lo spazio, come del resto anche il tempo, è tiranno. Tuttavia sono obbligato a citarvi, almeno, il nome del giovane più intraprendente che oggi studia e divulga l’arte del punto: Alexis Díaz Pimienta.
E poi, onestamente, nel tentativo di ricercare i campioni rimasti della tradizione dei giullari contadini mi ero smarrito, perché è bene tenere presente che si tratta di una distesa infinita di campi culturali strettamente intrecciati e a volte difficili da delimitare.
Una cultura e una tradizione che hanno qualche similitudine con il nostro canto popolare. Ad esempio, con le debite differenze, maestri di queste espressioni sono presenti nella Maremma, nella provincia di Grosseto, a Tarquinia e forse anche da altre parti. Tra i nomi illustri che possono ricordarci queste allegre poesie musicate uno per tutti è David Riondino.
Siamo giunti così alla conclusione del viaggio che potrete completare con qualche buona lettura o ascolto di cd che vi segnalo nei riferimenti biblio-discografici.
 

Riferimenti bibliografici:

El Punto Cubano di Linares M.T., Editorial Oriente, Santiago de Cuba, 1999
Del canto e il tempo (cap.4 -Guajira) di León A., Massari editore, Bolsena 1999
Pensieri in libertà di Melanton, articolo apparso su Il Carabiniere, Febbraio 2007
Cuba improvvisa – Antologia del repentismo cubano (con dvd) di Della Valle G. –Mitrani D., Edizioni Gorée, Iesa (Si) 2006
La musica entre Cuba y España (Ida) di M.T. Linares, Fundacion Autor, Madrid, 1998
De lo afrocubano a la salsa di Rodriguez Olavo A., ed. Artex e Edit. Cubanacàn, San Juan, 1992

Invito all’ascolto:
Decimas Jocosas, Chanito Isidron- Areito – LD 3801, Egrem
Al guateque con Celina Gonzalez y Conjunto Campo Alegre- Ld 4084, Egrem
Cancionero Hispanocubano- vol.II, Areito –Lda 3326, Egrem
Guateque, Artisti vari – Cd 0040 – Egrem 1993


Gli strumenti e il ballo riportati nelle illustrazioni sono una rielaborazione di M.T. Salomoni con immagini tratte da  El Punto Cubano di M.T. Linares (Editorial Oriente), La percusion en la música cubana di L.Betancourt (Letras Cubanas) e da www.cuatro-pr.org; le foto di Chanito Isidrón, dal mensile cubano Revolución y Cultura (n.6-1987). Agli autori e agli editori, va il nostro ringraziamento.  

A cura di:
Gian Franco Grilli
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