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CURIOSITA' DAL MONDO


Musica Latina Made in Italy - Storia di uno start

14/03/2008

Il costante interesse e la passione per il ballo, la musica, e la cultura latinoamericana da parte di moltissimi italiani, oltre alla perfetta integrazione del consistente numero di latini emigrati in Italia, ha portato il nostro Paese ad essere in pochi anni l’epicentro occidentale prediletto dai latinoamericani.
L’Italia e gli italiani hanno dimostrato precocemente di gradire ed accettare il popolo latino interessandosi anche in maniera molto approfondita alla loro arte ed alla loro cultura.
Il ballo è stato sicuramente il fenomeno più eclatante, grazie al supporto offerto dai molti maestri presenti sul nostro territorio. La musica paradossalmente ha avuto molta più difficoltà ad innestarsi e svilupparsi. Rispetto al ballo, sono dovuti trascorrere circa 10 anni prima che i talentuosi musicisti latini residenti nel nostro territorio, potessero esprimere le loro capacità artistiche.
Ricordo che gli italiani, abituati a ballare solo musica riprodotta da cd importati dai luoghi d’origine, non accettavano di buon grado le prime preformance live, eseguite da musicisti e cantanti latini e italiani. Questo logicamente scoraggiava l’intento di produrre musica latina nel nostro paese e creava inevitabilmente un vuoto tangibile soprattutto nelle serate latine prive del calore che solo il live può trasmettere. Ci sono voluti grandissimi sacrifici, ed abnegazione verso la causa, per avviare un processo produttivo al quale tutti sembravano refrattari.
Vista la difficile situazione dell’industria discografica, era impensabile basarsi solo su cantanti o band di oltreoceano. L’unica possibilità, per gli artisti e i produttori presenti sul nostro territorio, era iniziare da piccoli progetti, cercando di superare il grande stress emotivo e le critiche di chi non capiva …
Era impossibile realizzare prodotti che potessero avere lo stesso livello qualitativo delle produzioni realizzate nei paesi latini, in quanto le risorse umane e artistiche non lo permettevano. I latini presenti in Italia avevano provenienze diverse: sudamericani e caribeñi provenienti da tutte le isole. Avevano profondi legami con le proprie radici musicali e per questo motivo diventava particolarmente difficile avere un orientamento musicale che accomunasse tutti.
Guardando indietro nel tempo ci si rende conto che situazioni analoghe erano già successe anche se in forma diversa.
NY, a partire dagli anni 50 aveva prodotto una situazione analoga anche se elevata all’ennesima potenza … Il risultato di quel fantastico melting pot durato circa 20 anni segna una importante tappa verso la metà degli anni 70, con la clonazione di una parola molto emblematica, la “Salsa”.
In Italia verso la fine degli anni 90 finalmente la situazione inizia a sbloccarsi dando così uno start up alla produzione nostrana di musica caraibica.
Alcuni musicisti, cantanti, band e arrangiatori (italiani e latini) appoggiati da piccole case discografiche, riescono finalmente ad emergere creando uno stile nuovo e moderno che immediatamente trova una collocazione all’interno delle serate latine e nei palinsesti radiofonici. Questa nuova situazione si trasforma velocemente in una iniezione di ottimismo per gli operatori del settore che sino a quel momento non avevano osato …
Cerchiamo di ricordare alcune tra le canzoni che hanno sancito questo travagliato inizio:
Croma Latina: Band capitanata da Fausto Olmi che aveva come voci soliste Rita (IT) e El Mena (Cuba) con Mas Que Puedas (vers. Orig. Di Ramazzotti e Cher), ha sperimentato all’interno dei nostri confini quanto bene si adattino le canzoni italiane ai ritmi latini (esperimento già fatto in precedenza da Jerry Rivera, Willy Colon, Issac Delgado e tantissime altre stars latine).
El Rubio Loco (Italia): Eclettico cantante, compositore e arrangiatore che con Gozalo, Moron, Una Bachata de Amor ecc. è riuscito addirittura a fare breccia nel mercato internazionale con il suo stile moderno e pop.
Miguel Enriquez (Cuba): Abre Que Voy una riuscitissima miscela musicale tra Cuba e Italia che ha conquistato i salseri di tutto il mondo convertendosi in breve tempo in un tormentone.
La Bando del Puerto con la voce solista di Fito Gress (Cuba) ha realizzato negli anni 90 Havanacola, indimenticato successo che senza nessun supporto promozionale è comunque diventata una hit evergreen.
Queste sono solo alcune delle canzoni che rispecchiano lo start up della musica latina made in italy.
Oggi sono veramente tantissimi gli artisti latini e italiani che riescono a finalizzare i loro progetti musicali. Questo arricchisce ulteriormente la musica latina rendendola una volta in più universale.
Unica nota dolente e difficile da accettare è la collocazione del prodotto made in italy.
Per quanto piaccia e per quanto possa essere ben realizzato trova sempre grandi barriere da parte della critica.
Il pubblico latino lo guarda un con un po’ di distacco, anche se realizzato da loro conterranei, una parte del pubblico italiano forse un po’ malato di esterofilia vuole darsi tono imponendosi di ascoltare solo musica proveniente da oltreoceano.
Non è una novità che personaggi del calibro di Laura Pausini abbiano dovuto rivolgersi al mercato internazionale per conquistarsi il meritatissimo grammy.
Ricordiamo che la musica italo caraibica non vuole imporsi come alternativa ma cerca molto umilmente di integrarsi ed arricchire il fantastico proscenio della musica latina.

A cura di:
Francisco Rojos
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