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CURIOSITA' DAL MONDO


SALSA VIEJA

01/01/1997

Sono passati circa 15 anni dalla nascita della salsa romantica (romantica/erotica); e da allora, dalla sua concezione, non è mai stata la stessa.
Questo perchè alcuni dicono che "la salsa odierna è troppo noiosa" ed altri pensano che "la salsa di qualche tempo fa è ormai roba vecchia"; eh già: la salsa è tanto controversa quanto la politica di Washington D.C. e del Mondo.

Tutto è cominciato nei primi anni ’80 quando (siete liberi di credeteci oppure no) la salsa trasmessa dalle radio commerciali stava perdendo terreno cedendo il passo ad altri ritmi, in prevalenza ballate/pop e merengue . A dispetto di questo, la salsa era comunque suonata in tutti i clubs Latini. Da allora, un enorme numero di successi ha invaso il mercato; nonostante ciò, per quanto grandi siano potute diventare queste hits, nessuna di queste è diventata un classico come è accaduto per canzoni come "Periodico De Ayer", "Agua De Clavelito",
"Catalina La O", "Usted Abuso" e "Pedro Navaja" negli anni ’70.

Al fine di frenare questo vortice in discesa, gli artisti di salsa, gli arragiatori ed i produttori si appropriarono di un’idea già avuta e verificata in vita da Louie Ramirez (molto prima ripetto a quando Luis Enrique ed Eddie Santiago pensavano di affacciarsi sul panorama musicale della salsa).

L’idea consisteva nell’arrangiare ed eseguire ballate popolari tradizionali in ritmo salsa. Per abbreviare una storia in realtà molto lunga , vi dirò soltanto che l’idea fu un immediato successo. Le Radio ritennero che questo genere di salsa fosse stato abbastanza "rifinito" da essere nuovamente inserito nelle programmazioni; è così accadde. Come risultato, questo generò nuovi successi discografici e nuove stars. Purtroppo oggi, capita spesso a molti di scambiare quella che in realtà è musica mediocre con buona musica.

Tutto si riduce a questo: ciascuno di noi (senza escludere le nuove generazioni di oggi) sa che la salsa "vieja" è cento volte migliore di quella odierna. Ed abbiamo le prove registrate a sostegno di questa tesi. Quando è stata l’ultima volta che avete sentito un pianoforte solista che fosse effettivamente tale e non una strimpellata di 15 secondi? Quando è stato che avete sentito la performance solistica di un timbale, conga o bongo oltre il minuto, capace di lasciare il vostro corpo trapassato e scosso dal ritmo? Dove eravate quando avete sentito l’ultima volta uno straordinario strumento in ottone o legno suonare come solista che vi ha fatto dire "caspita, deve essere il migliore musicista di tromba, trombone o sax del mondo"? La risposta è quasi certamente che non riuscite a ricordarlo, e questo perchè:

A) E’ stato qualche tempo fa in qualche concerto dal vivo.

B) Sul palco c’era un gruppo di quelli storici di cui non avevate mai sentito parlare.

C) E’ successo negli anni ’70.

Mi ricordo di molti album di Ray Barretto in cui la lunghezza media di un brano era intorno ai 6 minuti. Erano completati da spontanee improvvisazioni di linee di basso, fuori dagli schemi musicali (quel genere di cose per cui il jazz è conosciuto) chiamate "moña", "descarga" oppure "improvisations". Come Barretto, c’erano anche altri musicisti che possedevano la stessa spontaneità musicale che ne hanno fatto e preservato la loro identità musicale. Parliamo di artisti quali Ismael Quintana, Justo Betancourt, Pete "Conde" Rodriguez, Cheo Feliciano, Adalberto Santiago, Hector Lavoe, Ismael Rivera e tanti altri che diedero alla propria musica energia ed anima, plasmando così la propria unicità.

"Si, Ness, ci dici cose che già conosciamo - ma qual è il punto?" Bene, il punto focale è il seguente: per quanto eccezionali possano essere questi artisti, al giorno d’oggi nessuno compra i loro albums! La gente, sia i più giovani che i meno giovani, acquistano molto più volentieri gli albums di Marc Anthony, Jerry Rivera, India, Rey Ruitz ecc., invece di, lasciatemelo dire, Willie Rosario, Joe Cuba, Sonora Ponceña o Gran Combo. Lo sento commentare ogni volta nei negozi di dischi, che la musica odierna non può neppure lontanamente essere paragonata con quella degli anni ’70, e paradossalmente mentre convinti dicono ciò, hanno nelle loro mani i CD degli artisti più giovani. L’ho visto con i miei occhi durante il Festival della Salsa durato due giorni a Madison Square Garden. Durante il primo concerto si esibivano: Eddie Palmieri con Ismael Quintana, Johnny Pacheco con Pete "Conde" Rodriguez & Hector Casanova, El Gran Combo, Israel "Cachao" Lopez, più il Re e la Regina del Mambo: Tito Puente e Celia Cruz . Con un’esibizione di questa portata voi vi starete immaginando che tutti coloro che dichiarano di "amare" la musica di qualche tempo fa sarebbero dovuti intervenire, non vi pare? Errato!!! Il Madison Square Garden non era pieno neppure per l’80%!!! Sono certo che Ralph Mercado ha avuto il suo incasso, ma sono ancora più certo che non rischierà un’altra volta. Nel contempo il concerto che aveva come protagonisti Johnny Rivera, Rey Ruitz, Tito Nieves, India, Marc Anthony ecc., ecc., era super affollato. In verità, i biglietti di questo concerto erano già esauriti un mese prima dell’esibizione, mentre i "vecchi" artisti avevano qualche problema a vendere!!!

Dov’erano i cosiddetti "amanti della salsa anni ‘70"? Io lo so: guardavano Marc Anthony concludere l’evento musicale il giorno dopo.

Un mio carissimo amico (io lo chiamo Bitter Old Man = pungente vecchierello) mi ha iniziato al mondo della salsa circa 15 anni fa. Mi sono talmente interessato a questo genere musicale che, con il suo aiuto, ho cominciato ad ascoltare musica dagli anni ’60 e ’70. Con il passare del tempo lui si è sempre rifiutato di ascoltare la musica di quelli che lui definisce "questi giovani ragazzini". Io posso comprendere il perchè del suo atteggiamento: innanzi tutto non sa nulla di loro. Ogni giorno della settimana c’è un nuovo cantante nel mucchio. Ma la vera motivazione per cui lo capisco è che egli, come molti altri, hanno la sensazione che la musica di oggi è una perdita di tempo in quanto "sembra tutta uguale". Bisogna prendere coscienza di questo: ci sono album di artisti attuali che si assomigliano moltissimo fra loro. Non intendo nel timbro vocale, quanto nella somiglianza dei loro canzoni. Se non mi credete, fate questo come esperimento. Prendete due album di due giovani artisti e scambiate le loro voci; credetemi, non noterete differenze staordinarie. E’ quello che il mio amico vuole farmi intendere dicendo "Non c’è Identità". Non esiste più un sound musicale che renda possibile distinguere un cantante da un altro. Il suono celestiale della tromba di Bobby Cruz e Richie Ray, la potenza del suono del trombone di Willie Colon, il suono sincronizzato del descarga/mambo di Tommy Olivencia - appartengono oramai al passato. Capisco perchè ogni serio collezionista di salsa possa essere amaro e molto pungente. Credetemi, capisco il loro rammarico.

C’è qualcosa che possiamo davvero fare? Smettiamola di comprare nuova musica e segreghiamoci nelle nostre case per riascoltare tutta la nostra vecchia musica. Questo potrebbe insegnare a questi giovani piccoli punk una lezione o due. E’ una cosa che potrebbe realmente accadere? Credo che loro continuerebbero a registrare, la gente a comprare i loro dischi, ed una piccola percentuale di noi smetterebbe veramente di farlo. Nessun problema se continueremo a sentirci soddisfatti oppure no. Dovremmo forse fare ciò che il mio amico Bitter Old Man consiglia "hay que darle paso a un ritmo nuevo?"

Credetemi quando vi dico che noi, i giovani della salsa di oggi, stiamo cercando di fare del nostro meglio per riportare alla luce la forza e il sapore della vera salsa , con la nostra passione e le nostre belle facce, così com’era una volta.

Musica della gente, fatta dalla gente, per la gente. Ci sono giovani artisti che sono delle buone promesse. Mi ricordo di aver sentito Marc Anthony suonare ad un concerto gratuito ed anche al Madison Square Garden. Entrambe le volte, lui e la sua band (stranamente tutti giovani, alcuni a me sconosciuti) mi hanno trascinato con la stessa intensità di Larry Harlow con Nestor Sanchez che cantava a La Feria Latina nel 1992 e a SOB nel 1995. Sono stato testimone della ritmica su clave e delle lunghe improvvisazioni di Victor Manuelle, proprio come quelle di Cheo Feliciano al Madison Square Garden durante il suo 25° anniversario nella musica nel 1984.

Forse non stiamo provando a sufficienza, ma stiamo provando. Stiamo educando la nostra gioventù ad avvicinarsi a quello che una volta era considerato troppo fuori moda per essere ascoltato. E se ci tocca inventare nuovamente "la ruota" per salvarci, lo dobbiamo fare e lo faremo!!!

E voi; tutte le persone di una certa età nel mondo, critiche fino all’esagerazione, che odiate i cambiamenti e tutto ciò che è stato fatto dopo il 1979, è vostro dovere consigliarci e supportarci. Altrimenti, rimarrete sempre delusi e scocciati nel guardare i vostri giovani perdere il sapore naturale della musica Latina che è per origine vostra.

Non c’è nulla di più triste di un giovane latino che vuole imparare qualcosa di sè e della sua cultura senza un punto di riferimento - qualcuno che lo possa anche aiutare. Stiamo provando a cambiare questo, ma non possiamo sperare di farlo in una notte vi chiediamo solo di essere dalla nostra parte.

Il sangue novello della salsa sicuramente ha bisogno di essere in qualche modo diverso e più dinamico nella vecchia musica.

Non tutti i brani di un album devono necessariamente essere un puro salsa/mambo. Nel nostro spettro ritmico abbiamo anche "El Son Montuno", "La Guaracha", "El Son", "El Guaguanco", "El Cha-Cha-Cha", "La Charanga" e "El Bolero". Tutti questi sono elementi della nostra musica che non devono essere tralasciati a causa del loro scarso riconoscimento commerciale. Se si riuscisse a produrli ugualmente, credetemi, si otterrebbe probabilmente ancora più successo di vendita! Per di più i vostri produttori si fregerebbero di qualità quali l’audacia e la creatività. Quanti album di Cuto Soto, Tommy Villariny, Julito Alvarado, Julio "Gunda" Merced, Isidro Infante e (soprassedete, ma è vero al contempo) di Sergio George ho dovuto sentire prima di rendermi conto che nel loro schema abituale, si assomigliavano parecchio? Tenete a mente che non vi sto chiedendo di diventare istantaneamente soneros e fuori da ogni cognizione di causa cominciare a cantare temi circa le strade, o messaggi ispirati su come condurre rettamente la propria vita. Come non vi stiamo chiedendo di diventare in una notte produttori e cominciare a produrre nuovi "Hommy", "Maestra Vida", od un nuovo mix di ritmi tipo "Rock con Salsa" (Gunda Merced & salsa Fever 1987 per gli appassionati di "chicche"). Quello che vi stiamo chiedendo è che voi, nelle vostre possibilità, sviluppiate una personale identità diventando più versatili ed agili con la vostra musica. Guardate pure indietro agli anni ’70, ma non riproponeteli esattamente identici. Sono orrendi! Oppure evitate canzoni come tributo a cantanti defunti o in vita in quanto potrebbero non essere bene accolti dal pubblico.

Credo che ora sia abbastanza!!! Voi ragazzi, se non avete almeno 10 anni negli affari alle spalle, aspettate fino a quel momento!!! Basta con i cantanti in fasce e pezzi inglesi (mi puoi sentire Cuto!!!) potrebbe apparire sciocco. Ed infine lasciate da parte le manie di grandezza. Ricordatevi che la gente che vi ha incoronato con grande facilità, può con la stessa velocità detronizzarvi (vi ricordate di Eddie Santiago?). Non imitate, ma ispiratevi a quelli che già lo fanno e sono ancora in auge. Per esempio, Gilberto Santa Rosa, Jose Alberto "El Canario", Oscar D' Leon e Tony Vega (quando vuole).

A cura di:
Francisco Rojos
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